Roma, 16 giugno 2026 – Nuove terapie contro i tumori al seno caratterizzate da minimi effetti collaterali e costi ridotti. È quanto si propone di sviluppare il progetto di ricerca PULSAR, al quale ENEA ha deciso di destinare i fondi del 5 per mille alla ricerca scientifica (codice fiscale ENEA: 01320740580).
La ricerca punta a migliorare le terapie contro il carcinoma mammario, con particolare attenzione alle forme più aggressive e resistenti ai trattamenti: ad esempio il tumore triplo negativo, caratterizzato da una sorta di ‘mantello biologico di invisibilità’ che ostacola il lavoro delle difese dell’organismo.
“I risultati attesi consentiranno di veicolare i farmaci antitumorali in modo più mirato, aumentandone l’efficacia e riducendone la tossicità”, spiega l’ideatrice del progetto Arianna Casciati, ricercatrice del Laboratorio ENEA Biotecnologie RED presso il Dipartimento Sostenibilità.
L’approccio ideato dai ricercatori ENEA combina elettrochemioterapia e immunoterapia basata sull’interleuchina-12, una molecola in grado di riattivare la risposta immunitaria antitumorale. Il progetto prevede inoltre l’impiego di due brevetti ENEA: uno relativo a un sistema che utilizza campi elettrici ultra-brevi per il trattamento dei tumori e l’altro dedicato alla produzione dell’interleuchina-12 tramite le piante.
L’elettrochemioterapia è una tecnologia clinicamente validata che utilizza impulsi elettrici controllati per aumentare temporaneamente la permeabilità delle cellule tumorali, favorendo l’ingresso dei farmaci chemioterapici e potenziandone l’efficacia. L’immunoterapia, invece, sfrutta il sistema immunitario per riconoscere e combattere le cellule tumorali. In questo contesto, è stato evidenziato il ruolo cruciale dell’interleuchina-12 nel riattivare e potenziare la risposta immunitaria antitumorale. Tuttavia, l’applicazione clinica di questa molecola è ancora limitata dalla significativa tossicità sistemica (causa febbre alta o addirittura danni epatici) e dagli elevati costi di produzione.
“Grazie alla piattaforma Pharmagreen sviluppata da ENEA siamo in grado di produrre questa molecola tramite piante ingegnerizzate, un sistema innovativo che rende la produzione di biofarmaci più sicura, sostenibile ed economica”, aggiunge Casciati.
Questo approccio innovativo integra la somministrazione di interleuchina-12 con l’applicazione di brevi impulsi elettrici direttamente nel sito tumorale, sia come monoterapia sia in combinazione con un chemioterapico. “Tale strategia permette di massimizzare la concentrazione della molecola nel target oncologico, rendendo il microambiente tumorale ostile alla crescita e alla diffusione delle cellule cancerose, riducendo al contempo gli effetti collaterali sistemici”, conclude la ricercatrice ENEA.
Per validare la piattaforma terapeutica, i ricercatori utilizzeranno mammosfere, ossia modelli tridimensionali avanzati di tumore al seno, capaci di riprodurre fedelmente l’architettura tridimensionale e l’elevata eterogeneità cellulare della patologia. Verranno utilizzate due linee cellulari umane rappresentative del tumore al seno: una forma meno aggressiva e una definita “triplo negativo”, quest’ultima particolarmente complessa da trattare a causa dell’assenza di recettori target per le terapie tradizionali. Questo permetterà di valutare in modo più ampio l’efficacia del trattamento, la risposta immunitaria e le modifiche del microambiente tumorale.



