Alla Federico II l’avvio della nuova edizione della business plan competition promossa dalle università campane. Zeni: “Serve cultura dell’imprenditorialità per trasformare buone idee in progetti vincenti sui mercati”
NAPOLI. È stata presentata all’Università degli Studi di Napoli Federico II l’edizione 2026 di Start Cup Campania, la business plan competition regionale promossa dagli atenei campani per favorire la nascita e lo sviluppo di progetti d’impresa innovativi in ambito universitario. L’evento di lancio, intitolato “Le competenze per fare impresa: università, programmi, ecosistema”, si è tenuto mercoledì 29 aprile nell’Aula Magna della sede di Ingegneria, in piazzale Tecchio, e ha segnato l’avvio ufficiale del percorso rivolto a studenti, dottorandi e ricercatori.
Start Cup Campania, la più longeva competizione regionale tra progetti d’impresa innovativi in ambito universitario, è promossa dalle Università Federico II, Luigi Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio di Benevento, Salerno e L’Orientale con l’obiettivo di diffondere l’innovazione come cultura d’impresa e accompagnare le idee nate nei contesti accademici verso il mercato.
“Spesso ci troviamo davanti a tante buone idee che molte volte naufragano perché manca la cultura dell’imprenditorialità, che insegni come affrontare il mercato e far funzionare un’azienda. Start Cup aiuta questo processo favorendo l’uscita delle idee dalle accademie, costruendo un percorso di accompagnamento e formazione, fino alla redazione di business plan credibili che saranno valutati da esperti indipendenti. Un banco di prova importante per i giovani che vogliono intraprendere questa strada”, ha affermato Luigi Zeni, professore ordinario Università degli Studi Vanvitelli, delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico e direttore di Start Cup Campania 2026, intervenuto in apertura dell’incontro.
A fare gli onori di casa Andrea Prota, presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di base dell’Università Federico II: “Le università devono farsi trovare vicine ai giovani che sviluppano idee importanti supportando la creazione di aziende. Una missione che porteremo avanti nei prossimi tre anni con i progetti Pon finanziati dal Ministero sui Poli di innovazione. Molte di queste idee nascono proprio nei nostri laboratori o nelle interazioni tra università e aziende. Aiutare i giovani a passare da un’idea prototipale ad una che va sul mercato costituisce una delle mission principali di un ateneo moderno”.
Un esempio concreto è stato illustrato da Giorgio Ventre, direttore della Apple Academy: “Il ruolo degli incubatori nelle università consente di dare ai giovani tutte le competenze per creare un’impresa. Nell’università Federico II, ad esempio, c’è Campania Newsteel che sta andando molto bene. Diverse start up nate e cresciute in questo incubatore sono state premiate nel tempo. La Federico II, insieme agli altri atenei della Campania, conferma di essere un luogo dove si crea innovazione di alta qualità”.
Per Valeria Fascione, direttore marketing di Città della Scienza, “le buone idee devono essere accolte in ambienti che siano in grado di svilupparle e sostenerle con diversi strumenti attraverso il networking multidisciplinare che aggreghino esperienze diverse. Serve poi una visione del futuro e la Start Cup crea proprio questo processo per aiutare nella crescita i nostri giovani talenti”.
La Campania conferma la sua leadership come fucina di start up vincenti come testimoniato da Silvio Matassa del progetto Rethain, vincitore del Premio Nazionale per l’Innovazione 2025: “Tra i requisiti principali di un progetto vincente c’è bisogno sicuramente di tanta passione e impegno con un pizzico di fortuna che non guasta mai. Abbiamo avuto modo di competere con tanti progetti importanti a livello nazionale e lì abbiamo imparato che oltre alle competenze scientifiche e tecniche serve un expertise commerciale ed economico. Una multidisciplinarietà che ha rappresentato la chiave di volta per vincere il Premio”.



