È uscito “L’analisi linguistica forense (al tempo dell’intelligenza artificiale)” di Antonello Fabio Caterino, Aristodemica Edizioni, 2026.
C’è un momento in cui una disciplina smette di essere un insieme di pratiche disperse e diventa scienza. Per la linguistica forense italiana è giunto quel momento: è infatti uscito per Aristodemica Edizioni il volume di Antonello Fabio Caterino che per la prima volta costruisce un’architettura teorica e metodologica compiuta per l’analisi linguistica in sede giudiziaria.
Questo volume non è una traduzione né un adattamento, ma un sistema pensato dall’inizio per la lingua italiana.
La linguistica forense anglosassone, per quanto consolidata, non funziona con l’italiano. I suoi strumenti e i suoi parametri stilometrici sono stati sviluppati su corpora inglesi, con una morfologia, una sintassi e una variazione dialettale radicalmente diverse. Ma c’è un secondo equivoco, altrettanto radicato, che questo libro smonta: l’idea che la linguistica forense riguardi essenzialmente la dimensione orale e fonetica. Il testo scritto (la lettera anonima, il documento contraffatto, il testo generato da un’intelligenza artificiale) è altrettanto centrale e altrettanto carico di conseguenze giudiziarie. Ed è esattamente quello che questo manuale affronta.
Antonello Fabio Caterino è filologo, linguista forense e Direttore Scientifico di INaLF (Istituto Nazionale di Linguistica Forense), Presidente della SILF (Società Italiana di Linguistica Forense), professore a contratto di Digital Humanities all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, CTU iscritto al Tribunale di Foggia e perito iscritto alla Camera di Commercio del Molise. È tra i principali ricercatori italiani nel campo del natural language processing quantistico applicato all’analisi testuale forense.
Il manuale attraversa in nove capitoli l’intera catena della perizia linguistica forense. Si parte dalla filologia («perché – dice Caterino – chi ignora la filologia ignora i testi») e si arriva alle applicazioni più recenti dell’intelligenza artificiale e della computazione quantistica. Il metodo stilometrico non è mutuato dall’inglese, ma calibrato direttamente sull’italiano. La geolocalizzazione dell’origine di un testo passa attraverso i marcatori dialettali e sociolinguistici propri della penisola. Il riconoscimento della scrittura generativa è affrontato con strumenti sviluppati per le specificità morfosintattiche della nostra lingua. La filologia forense quantistica, campo nel quale l’autore è pioniere in Italia, apre scenari di analisi che i metodi classici non consentono.
Caterino dimostra che la perizia linguistica deve essere un sistema rigoroso e falsificabile, in cui la tradizione filologica italiana e gli strumenti digitali più avanzati si integrano in un metodo unico. Finalmente italiano.



