PARITÀ RETRIBUTIVA, TREU A DUEZEROCINQUEZERO: “MERCATO DEL LAVORO IN EMERGENZA, DOBBIAMO MOBILITARE LE DONNE”

Editoriali

La quinta edizione di Duezerocinquezero, il Forum nazionale sull’energia e sulla sostenibilità di Padova, si è chiusa oggi con un focus sui cambiamenti in atto nel mercato del lavoro, tra il recepimento della direttiva europea su trasparenza retributiva e parità salariale e le opportunità – ma anche le criticità – legate all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Ad aprire il confronto, l’intervista al professor Tiziano Treu, già presidente del CNEL tra il 2017 e il 2023, che ha tracciato un quadro netto delle principali criticità del sistema.

A partire dal tema della parità retributiva, ancora lontana dall’essere raggiunta nonostante decenni di politiche e dichiarazioni di principio. “Sono circa 60 anni che noi l’Europa diciamo che la parità retributiva e, in generale, di condizioni lavorative è un fatto di civiltà. È preoccupante che non ci siamo ancora arrivati”, ha osservato Treu, sottolineando come la direttiva europea – che in Italia dovrà essere recepita entro il 7 giugno 2026 –punti a rendere finalmente visibili le differenze salariali, spesso nascoste o sottovalutate.

Un passaggio che chiama direttamente in causa le imprese: “Dovranno fare la loro parte, specificando dove stanno queste differenze, che cambiano da settore a settore e da azienda ad azienda. Se superano il 5%, bisogna intervenire. E purtroppo noi mediamente siamo sopra questa soglia”.

Ma il tema della parità retributiva non è solo una questione di giustizia sociale. Per Treu, è anche – e sempre più – una necessità economica e demografica. “Questo non è più solo un problema di donne. L’Italia sta vivendo una grave crisi demografica: nascono meno bambini e molti giovani vanno all’estero. Se non avremo persone sufficienti in età lavorativa, il sistema non sarà sostenibile”.

Da qui la necessità di attivare tutte le risorse disponibili, a partire dall’occupazione femminile: “L’Italia è sotto di 15 punti rispetto alla media europea. Se guardiamo ai Paesi più avanzati, come la Norvegia, si arriva al 90% di occupazione femminile. Noi siamo intorno al 50. Se non paghiamo le donne in modo giusto, non è possibile mobilitarle”.

Un messaggio netto, che si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del mercato del lavoro. “Manca la forza lavoro, i salari sono bassi e i giovani vanno via. L’emergenza è grave”, ha aggiunto Treu, indicando tre criticità strutturali: il calo demografico, la scarsa partecipazione di alcune fasce della popolazione e la debolezza delle retribuzioni.

Critico anche il giudizio sull’efficacia delle politiche messe in campo negli ultimi anni: “Evidentemente non si è fatto molto. Anche i fondi del PNRR, che prevedevano investimenti importanti su questi temi, sono stati utilizzati poco e male, e non hanno prodotto gli effetti attesi in termini di occupazione e produttività”.

Una fotografia che restituisce la dimensione della sfida: “Questa è l’emergenza”, ha concluso Treu, richiamando la necessità di interventi strutturali e di una maggiore capacità di attuazione delle politiche.

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