Le nuove normative europee su packaging, green claims e contenuto di riciclato impongono dati verificabili, tracciabilità della filiera e responsabilità lungo tutta la catena del valore. In questo scenario, il Passaporto Digitale si afferma come strumento chiave per garantire trasparenza e compliance.
Breplast – Gruppo Montello e The Nest Company aprono la strada a una filiera tracciata e verificabile nel settore Cosmetica, Home & Personal Care.
Milano – In occasione della fiera Cosmoprof, Breplast Gruppo Montello e The Nest Company hanno partecipato al convegno: “Passaporto Digitale di Prodotto vs. Green-Washing: l’economia è sostenibile se il cerchio è tracciato”, dedicato al ruolo della tracciabilità nella lotta al greenwashing e all’evoluzione normativa europea, con focus sul packaging e sulla plastica riciclata.
Al centro del dibattito, la recente approvazione della normativa europea sulle green claims, che introduce obblighi stringenti per le imprese: tutte le dichiarazioni ambientali dovranno essere dimostrabili, verificabili e supportate da dati oggettivi certificati.
Il nuovo quadro regolatorio segna un cambio di paradigma già a partire da settembre: le aziende avranno tempi limitati per adeguarsi e dovranno essere in grado di dimostrare in modo puntuale le proprie asserzioni ambientali, pena il rischio di sanzioni rilevanti, ritiro dei prodotti dal mercato e danni reputazionali.
In questo scenario, il Digital Product Passport (DPP) emerge come uno strumento chiave non solo di compliance, ma anche di competitività.
A moderare l’incontro è stato Daniele Rozzoni, advisor per l’implementazione strategica del DPP e autore del libro “Quando il prodotto parla: il Digital Product Passport” (Il Sole 24 ORE, 2025):
“Il passaporto digitale diventerà uno standard trasversale a tutte le principali filiere industriali. Non è più solo uno strumento di conformità normativa, ma un mezzo per comunicare in modo diretto e credibile con il mercato, costruendo fiducia.”
Durante il convegno, Francesca Sancinelli, Presidente di Breplast – Gruppo Montello, ha evidenziato il ruolo centrale del riciclo di qualità:
“Il settore del riciclo delle materie plastiche è strategico per il sistema Paese e per l’economia circolare. Oggi abbiamo raggiunto standard qualitativi conformi al settore cosmetico, ma il vero tema è dimostrarli: qualità, origine e tracciabilità devono essere garantite in modo oggettivo per tutelare il mercato.”
Breplast – Gruppo Montello, tra i principali produttori di plastica riciclata per i settori Cosmetica, Home & Personal Care, è la prima azienda ad adottare la tecnologia blockchain per tracciare la filiera del riciclo dei flaconi in HDPE – dal rifiuto al prodotto finito – rendendo ogni dato accessibile, verificabile e conforme ai requisiti normativi.
Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company, società partecipata da Omnisyst Spa Società Benefit, ha presentato il sistema di passaporto digitale della plastica riciclata:
“Le tecnologie digitali avanzate, come la blockchain, sono ormai indispensabili per garantire trasparenza e fiducia nelle informazioni. L’Italia è oggi in prima linea nello sviluppo di soluzioni concrete per la tracciabilità della sostenibilità, come Certified Recycled Plastic®.”
Il sistema consente di integrare tutti gli attori della filiera e di generare un passaporto digitale per ogni lotto di materiale, includendo informazioni su origine, contenuto di riciclato e conformità normativa, secondo i principi della catena di custodia.
A chiudere l’incontro, Vito Di Chiaro, Direzione R&S Packaging di Déco Industrie, ha sottolineato la prospettiva dei brand:
“Oggi oltre l’80% dei prodotti di packaging contiene dichiarazioni ambientali, ma una quota significativa non è verificabile. Senza strumenti affidabili di tracciabilità, il rischio è quello di compromettere la fiducia nel mercato. Le nuove normative rendono indispensabile l’adozione di tecnologie in grado di garantire trasparenza lungo tutta la filiera.”
L’iniziativa congiunta di Breplast e The Nest Company rappresenta un passo concreto verso una filiera della plastica trasparente, verificabile e conforme, in cui il Passaporto Digitale di Prodotto si afferma come elemento abilitante per contrastare il greenwashing e accelerare l’adozione su larga scala dei materiali riciclati.

