L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE E L’IPOCRISIA DELLA POLITICA

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In pratica tutti l’avevano inserita nel loro programma elettorale, tutti si sono riempiti la bocca della necessità di abbattere i costi della politica e delle istituzioni inutili. Ieri alla Camera hanno votato a favore della proposta di abolizione delle province il terzo polo (UDC, API, FLI), Italia dei Valori (che aveva lanciato la proposta) e i Radicali, hanno votato contro PDL e Lega e, udite udite, si è astenuto il PD favorendo così la bocciatura della proposta.

Ancora una volta la politica dà chiaramente il senso di quello che è e che sa fare. Sa mettere le mani delle tasche dei cittadini per far fronte agli sprechi che individua sempre nei servizi erogati, e non sa assolutamente ridimensionare le proprie brame di potere e di “soldi” (persone da stipendiare) a spese dei contribuenti.

L’aumento delle tasse e delle tariffe, l’aumento nascosto dei costi nella vita di tutti i giorni (banche ed assicurazioni, benzina, ecc.) per i cittadini non sono altro che un modo per mantenere si i conti in equilibrio, ma non tagliando le spese inutili, ma diminuendo i servizi indispensabili (ospedali e altro) e assestando colpi durissimi all’equilibrio finanziario delle famiglie e  dei contribuenti tutti più in generale.

Una vergogna vera e propria anche da parte di quei partiti che criticano in continuazione il Governo degli sprechi salvo poi votare a favore di tutte quelle norme che, nella migliore delle ipotesi, non diminuiscono i benefici della politica e degli accoliti vari, o che addirittura le aumentano.

In una situazione in cui, anche se il fuoco cova ancora sotto la cenere, ci sono tantissime famiglie allo stremo direi che sarebbe ora di dire basta. A tutti !

Non vogliono essere considerazioni qualunquiste o populiste, ma la Costituzione parla di “Popolo Italiano” e non di sudditi.

di
Michele Dell’Edera

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