Tutto è compiuto” la tanta odiata sinistra, che è stata la fortuna di tanti politici pseudo proletari, è scomparsa.
La devastante sconfitta, invece, merita un’analisi critica, scevra da ideologie e da tatticismi giustificativi.
Il non aver ascoltato, interpretato e prevenuto il malessere di un elettorato, a dir poco, snobbato e bistrattato dai suoi rappresentanti, identificati, solo ed esclusivamente attraverso il tubo catodico, ne ha determinato una distanza abissale: un dialogo tra sordi, non certo per colpa della gente.
In un momento così delicato per la nazione, sottoposta ad una raffica di provvedimenti impopolari, probabilmente necessari, non si è visto nessun politico di rango o mezza tacca a spiegarli direttamente alla gente. Evidentemente il grasso sporca e l’alito della gente a volte è pesante e disgustoso.
A Foggia la disorganizzazione della macchina elettorale del partito della Rifondazione Comunista, è stata totale. Evidentemente i suoi dirigenti, forti di una fiducia ricevuta in passato, si sono sentiti stelle e non pianeti o addirittura satelliti. Ed ecco che ci si arroga, in questa terra di conquista, il diritto di imporre la lista dei deputati con personaggi non notoriamente interessati al nostro bistrattato territorio (ad eccezione di Petro Folena ed Alba Sasso) che si presentano in ritardo e nella fase conclusiva della campagna elettorale.
L’unica forza trainante, grazie a candidati veri ed amati dalla gente, forte del sostegno e dell’impegno esterno di persone della società civile foggiana è stata la componente di sinistra democratica.
L’elettorato ha azzerato la sinistra arcobaleno, la sinistra arcobaleno deve azzerare i suoi vertici, e ripresentarsi alle prossime tornate elettorali con forze moderne, forte delle tradizioni, ma non prigioniera di schemi ed ideologie anacronistiche, per un confronto alla pari con altre forze politiche sui problemi e sulle reali necessità della gente.
Per ciò che concerne le dimissioni del sindaco di Foggia, non vale la pena polemizzare, lui è il primo responsabile dell’azione devastante del fuoco “amico” che ha distrutto quanto di meglio avesse prodotto nei primi due anni la sua giunta, in termini politici, programmatici ed organizzativi.
Un sindaco, degno di tale incarico, non può non accorgersi che nella città echeggia l’irrazionale ritornello “si stava meglio quando si stava peggio” ed ecco che, alla prima tornata elettorale, l’irrazionale si ripropone in tutta la sua devastante razionalità con una scoppolada far rabbrividire.
Peccato, speriamo che ci sia concesso un nuovo tentativo.
Foggia lì, 20 aprile 2008
Antonio MENDOLICCHIO
(Coordinatore provinciale di Foggia della Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo)

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