Arriva la Ribot, la prima supercar nata come piattaforma tecnologica

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È stata una lunga gestazione, un percorso lungo due anni tra cavilli tecnici e procedure di omologazione diventate sempre più stringenti dopo lo scandalo diesel-gate, ma alla fine la Ribot, la supercar costruita dalla Giano Automobili dell’imprenditore Luigi De Falco, sta per arrivare sul mercato. Un’autovettura sportiva che, unica nel suo genere, nasce come piattaforma tecnologica per trasferire innovazioni industriali in altri settori e che avrà un prezzo iper competitivo.

Il costruttore ha fatto largo uso di materiali compositi: fibra di carbonio, titanio, grafene e kevlar balistico, materiale di derivazione militare utilizzato nella costruzione dei jet da combattimento.

La Ribot non è solo una supercar ma soprattutto una piattaforma sulla quale sono state sviluppate innovazioni di prodotto e di processo di derivazione aerospaziale come i compositi, il compressore centrifugo, un sistema per aumentare la potenza del motore in economia di peso, la frenata a step progressivi e l’aerodinamica attiva.

Il nome Ribot deriva dal cavallo da corsa italiano che negli anni ’50 vinse tutte e conquistò diversi record. Anche la scelta del nome del costruttore, Giano, ha una sua valenza storico-operativa.
Giano era infatti il dio bifronte della mitologia greca che guarda avanti e indietro, oscillando tra passato e futuro. La Giano Automobili riprende la grande tradizione delle supercar italiane per proiettarla nel futuro con tecnologie innovative.

Il fondatore Luigi De Falco, che oggi guida il Gruppo H2biz ma che ha un lungo passato da pilota da corsa, ha voluto dare alla Ribot un carattere “vecchia scuola” nonostante l’enorme mole di tecnologia impiegata.
Il motore è un V6 di 3.500 centimetri cubici dotato di doppio compressore centrifugo che ha una curva di coppia e di potenza simili ad un motore aspirato, pur essendo decisamente più potente (tra i 500 e i 600 cavalli, a seconda della versione) e il cambio è un manuale a sei rapporti.

Le prestazioni sono da auto da corsa, anche grazie al peso ridotto: oltre 310 km/h, accelerazione da 0 a 100 Km/h in 3,5 secondi., frenata da 100 a 0 in 30 metri.

Il prezzo non è ancora noto, ma alcuni rumors indicano che la Ribot non dovrebbe superare i  100.000 euro, un prezzo molto al di sotto di supercar con analoghe prestazioni e che fa capire come la Giano punti più sulla redditività del trasferimento delle tecnologie sviluppate in altri settori che non al guadagno sulla vendita secca della Ribot.

Una strategia di mercato che nessun altro costruttore ha mai adottato prima e che il team Giano ha sviluppato avendo ben in mente quanti costruttori di supercar sono falliti negli ultimi anni per eccesso di presunzione. Insomma, la Ribot più che il sogno di un appassionato è un vero e proprio progetto industriale di lungo termine.

L’appuntamento è ad aprile 2020 quando la Ribot sarà presentata ufficialmente sul mercato.

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