I pesticidi avvelenano la libertà di espressione?

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Il 15 settembre 2020, presso il Tribunale provinciale di Bolzano, in Alto Adige/Südtirol, inizia il processo a carico di Karl Bär, referente per la politica agricola e commerciale dell‘Umweltinstitut München (Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera). Querelato per diffamazione dall‘assessore all‘agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano, Arnold Schuler, e da oltre mille agricoltori locali, Bär ha sensibilizzato l‘opinione pubblica sul largo impiego di pesticidi in Alto Adige/Südtirol. A subire la stessa denuncia anche lo scrittore e cineasta austriaco Alexander Schiebel, autore del libro Das Wunder von Mals (Il miracolo di Malles).

Secondo gli imputati e i loro avvocati le querele e le accuse costituiscono un grave attacco alla libertà di espressione. Slow Food esprime solidarietà con Bär e Shiebel e auspica il ritiro delle accuse

«Le denunce e le azioni legali contro l’Umweltinstitut e le tante persone coinvolte in questa vicenda sono prive di fondamento e hanno un solo obiettivo: silenziare il dibattito pubblico sull‘uso dei pesticidi, sostanze riconosciute come dannose per la salute e l‘ambiente»

Karl Bär, referente per la politica agricola e commerciale dell‘Umweltinstitut München (Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera) e lo scrittore e cineasta austriaco Alexander Schiebel, autore del libro Das Wunder von Mals (Il miracolo di Malles) sono stati querelati per diffamazione dall’assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano, Arnold Schuler, e da oltre mille agricoltori locali.

Un’accusa che nasce per il loro impegno nell’informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul largo impiego di pesticidi in Alto Adige/Südtirol.

 

Nel libro Das Wunder von Mals – edito dalla Oekom Verlag, la maggiore casa editrice di lingua tedesca nel settore dell‘ecologia e della sostenibilità – e nell’omonimo film, Schiebel presenta gli ideologi, gli attivisti e gli agricoltori biologici della cittadina altoatesina di Malles Venosta e racconta la storia della loro lotta pionieristica, iniziata nel 2014, per liberare il territorio del Comune dai pesticidi. Dalla sua pubblicazione, nel 2017, il libro ha incontrato una notevole attenzione pubblica e mediatica influenzando in maniera decisiva la narrazione del caso di Malles in Germania, Austria e Italia; ed è proprio nel 2017 che l’assessore provinciale all’agricoltura Arnold Schuler ha presentato querela contro l‘autore Schiebel e l’editore Jacob Radloff, amministratore delegato della Oekom Verlag.

Sempre nel 2017, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica tedesca sul largo impiego di pesticidi in Alto Adige, l‘Umweltinstitut München (Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera) ha lanciato la campagna “Pestizidtirol” esponendo per qualche giorno un manifesto di denuncia presso la fermata della metropolitana di Karlsplatz a Monaco di Baviera. Nello stesso anno l’assessore Schuler ha querelato l‘iniziativa per diffamazione.

 

Slow Food vuole esprimere solidarietà all’Istituto per l‘Ambiente di Monaco di Baviera – Umweltinstitut München, allo scrittore e cineasta Alexander Schiebel, al suo editore Jacob Radloff della casa editrice Oekom Verlag e a tutte le altre persone che in Alto Adige/Südtirol subiscono o hanno subìto procedimenti giudiziari a causa del proprio impegno contro l’uso dei pesticidi.

Insieme a loro non ci stancheremo di promuovere e chiedere un diverso approccio all’agricoltura e un sostegno verso la transizione ecologica della produzione alimentare, non solo in Alto Adige/Südtirol. Il nostro augurio e invito ai querelanti è di ritirare quanto prima le accuse e confrontarsi nei luoghi più consoni (società, aule parlamentari, incontri pubblici) con chi si oppone all’uso dei pesticidi, e non nelle corti di giustizia.

 

In Alto Adige/Südtirol oltre diciottomila ettari di terreno agricolo sono utilizzati per la melicoltura. Ogni anno vengono raccolte oltre novecentomila tonnellate di mele, quantità che corrisponde a quasi la metà della produzione italiana e a circa il 10 per cento di quella dell‘Unione europea. L‘alta intensità della melicoltura comporta l‘impiego di grandi quantità di pesticidi. Secondo i più recenti dati Istat nella Provincia Autonoma di Bolzano la vendita di pesticidi in rapporto alla superficie trattabile supera di oltre sei volte la media nazionale.

Ufficio stampa Slow Food

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