Moro (Convert): “La burocrazia in Italia blocca il fotovoltaico”

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“In Italia nei confronti del mercato del fotovoltaico c’è un nuovo fermento dovuto al calo dei prezzi e alla possibilità di installare e vendere energia elettrica senza gli incentivi, rimane però la difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni necessarie a mettere sul campo un impianto che rappresenta un serio ostacolo allo sviluppo del settore”. A sottolinearlo è Giuseppe Moro, fondatore e amministratore delegato di Converti Italia, intervenuto al convegno annuale di EF Solare Italia sul futuro del settore. Secondo il fondatore di Convert, da oltre 35 anni nel mondo delle rinnovabili, “nel nostro Paese la burocrazia è talmente complessa che per ottenere le autorizzazioni può volerci anche un anno, mentre all’estero la situazione è nettamente meglio. Ad esempio – ha proseguito Moro – i programmi predisposti da Brasile e Argentina, sebbene in un contesto economico complicato, stanno producendo ottimi risultati. Lo stesso si può per dire per altri Paesi sudamericani come il Cile e il Messico”.

Dopo la fine degli incentivi statali al fotovoltaico in Italia, Convert, grazie al suo brevetto, il tracker TRJ, una sorta di girarrosto che muove i panneli solari per produrre il 25% in più di energia, ha avviato un processo di internazionalizzazione con una presenza diretta e commerciale in India, Sud Africa e soprattutto Cile, Argentina e Brasile. Grazie al suo approccio innovativo e ai numeri di bilancio positivi, Convert ha attirato il gruppo statunitense Valmont Industries Inc con sede a Omaha nel Nebraska. Ad agosto 2018 l’azienda americana, leader mondiale nei sistemi di irrigazione e quotata a Wall Street (NSYE), ha rilevato il 75% delle quote di Convert, con l’obiettivo di far entrare l’azienda italiana nel mercato fotovoltaico americano. Valmont ha confermato il management di Convert per almeno altri quattro anni e intende utilizzare l’expertise dell’azienda italiana per il fotovoltaico in tutto il gruppo.

Sull’operazione con Valmont, Giuseppe Moro non ha dubbi: “ci consentirà di affacciarci sulla piazza statunitense con aspettative importanti. L’obiettivo è acquisire una quota di mercato compresa tra il 20 e il 30%: in questo senso la solidità finanziaria di Valmont ci offre grande sicurezza”. Al di là dell’attività già consolidata in Sudamerica, Convert Italia, che è fra i pimi 5 produtti di tracker al mondo,sta guardando “con attenzione anche ai Paesi vicini. In questo momento – spiega Moro – stiamo lavorando a progetti in Egitto, Zambia e Algeria. Nel frattempo ci stiamo muovendo per stringere accordi per nuovi impianti in Francia e in Spagna”.

Giuseppe Moro ha preannunciato che l’azienda dovrebbe chiudere l’anno con un fatturato in crescita a 75 milioni di euro e per il prossimo anno punta ad un ulteriore incremento del 20%. In attesa, ovviamente, di sbarcare sul mercato americano, quando gli obiettivi diventeranno ancora più importanti. Attualmente il progetto più ambizioso – ha concluso l’ad di Convert – riguarda il Cile, dove abbiamo in programma di installare un impianto da 450 MegaWatt su una superficie di oltre mille ettari. Intanto stiamo completando un impianto da 100 MegaWatt in Spagna e uno analogo in Argentina”.

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