Economia Circolare, occorre saper andare oltre l’economia lineare, che ancora penalizza troppo riuso e riciclo

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riusoricicloCastelbuono (Palermo) – Dal distretto di economia verde e circolare promosso dal Comune di Ferrara, per diminuire la produzione di rifiuti e sviluppare un mercato di prodotti da materiale riciclato, ai progetti dei Comuni di Padova e Bologna per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali cittadini e a quello di Desenzano del Garda relativo all’illuminazione pubblica e alla gestione del calore nelle scuole. E ancora, la rete di fotovoltaico sui tetti di edifici e spazi pubblici del Comune di San Benedetto del Tronto, passando per Udine Greenways, un portale e un’app che collegano e valorizzano il patrimonio naturale, paesaggistico e turistico del territorio urbano, fino a EcoGdo, iniziativa innovativa che mira a prevenire e ridurre i rifiuti grazie a un accordo tra la grande distribuzione locale e i Comuni di Ragusa e Siracusa: un progetto già sperimentato a Reggio Emilia e Trento e che ora è “sceso” lungo lo stivale, promettendo di diventare un modello nazionale. E, non da ultimo, l’ampio restauro svolto all’insegna del risparmio energetico e della riduzione dell’impatto ambientale dell’ex convento san Francesco, il complesso che ospita da oggi fino a venerdì 8 luglio la XVIII Assemblea nazionale del Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane, a Castelbuono (Palermo).

E poi c’è Open Gaia, la prima piattaforma web di crowdfunding presentata proprio stamattina, nata per finanziare iniziative di sostenibilità di enti pubblici, associazioni, cittadini e imprese (verde urbano, qualificazione urbana, smart city) e contribuire insieme a mitigare l’effetto serra, ridurre l’inquinamento, diminuire i rischi idrogeologici,..

Sono solo alcune delle esperienze di economia circolare, dal Nord al Sud del Paese, raccontate e condivise nella prima giornata di lavori. Buone pratiche che testimoniano tutta l’efficacia e insieme la necessità di una “pianificazione dal basso”, che parte cioè dalle città e dai territori, e talvolta è virtuosamente il frutto di un dialogo tra governi locali e cittadini coinvolti in percorsi partecipativi: la loro messa in rete sarà strategica per poter generare uno scambio efficace e servirà a individuare strumenti e modelli funzionanti per costruire un percorso concreto verso l’economia circolare. Come chiede l’Europa, e come sollecita anche la recente risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente del Senato, che costituisce il nostro contributo al dibattito intorno al nuovo Pacchetto europeo dedicato al tema.

Dai Piani d’Azione per l’energia sostenibile (PAES) a quelli per gli Acquisti verdi, ai Contratti di fiume, ai numerosi percorsi di sensibilizzazione per i cittadini e per le scuole… sono molti gli strumenti già codificati (e sostenuti da finanziamenti europei ad hoc) rispetto ai quali il Coordinamento Agende21 offre consulenza e supporto, costituendone anche un osservatorio privilegiato. Ma accanto a tutto questo – a ciò che è possibile fare e a ciò che già si fa sui territori con efficacia e risultati misurati – serve agire per il superamento di un sistema di economia lineare che fatica a cambiare rotta, continuando, ad esempio, a penalizzare fortemente sul piano dei costi il riciclo dei rifiuti rispetto all’acquisto di materie prime, come emerso a più voci oggi in assemblea.

E la questione della misurazione e della rendicontazione delle performance, sia a livello economico che di risultato, resta una delle questioni centrali: perché la contabilità ambientale e le certificazioni ambientali, sono strumenti fondamentali per rendere certi e pubblici i risultati raggiunti.

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