Se il 2020 stato l’anno nero per quanto riguarda il mondo delle compravendite di immobili e il 2021
quello del rimbalzo, gli analisti del settore sono pronti a scommettere in una vera e propria ripresa dei
mercati per il 2022.

Un’evoluzione abbastanza prevedibile dovuta al brusco stop della domanda per più di un anno.
Tuttavia, come spiegano gli esperti di habitissimo, la forte ripresa prevista per il prossimo anno è dovuta
anche all’emergere di un nuovo segmento di mercato rappresentato da coloro i quali hanno maturato
la necessità di migliorare la qualità del proprio ambiente abitativo.

La richiesta sempre maggiore di spazi esterni privati, zone living più ampie, contesti meno trafficati e
– più in generale – una maggiore attenzione alla cosiddetta qualità della vita, sono diventate le “unique
selling proposition” in grado di determinare il successo della vendita e dell’acquisto: tutti dati che del
resto trovano conferma nei rapporti e report di diversi istituti di ricerca e società di consulenza come
Nomisma o gli specialisti di Scenari Immobiliari.


Chi può, quindi, si sposta in case più ampie – a costo di trasferirsi in zone più periferiche – chi
non può pianifica una ristrutturazione, cercando di rendere più confortevoli gli spazi già a disposizione.
Una tendenza che trova riscontro nelle richieste di preventivo per traslochi registrate habitissimo: se
nel 2020 tali richieste erano scese del 50%, nel 2021 hanno avuto – sul 2019 – un aumento del 47%
(dato relativo al periodo gennaio-settembre 2021).
Ecco, qui di seguito, i lavori di ristrutturazioni più comuni tra gli italiani che si trasferiscono in
una nuova casa.

Revisione degli Impianti
Specialmente in città, gli appartamenti che godono di una migliore divisione degli spazi e di una più
ampia metratura sono quelli costruiti tra gli anni ’60 e gli anni ’70: stipendi elevati e bassa disoccupazione,
associati ad un comune spirito di positività ed ad oggettivi tassi di interesse ai minimi storici,
permisero l’esplosione di un parallelo boom edilizio. Tutt’oggi, la maggior parte dell’edilizia esistente
può essere fatta risalire a quegli anni, con la conseguenza che risulta anche inevitabilmente datata.
La revisione degli impianti e la messa a norma sono il primo intervento da prendere in conidierazione:
un impianto elettrico datato deve necessariamente essere rimesso a nuovo lo steso dicasi dell’impianto
termico da rifare tenendo presente l’obbligo della sostituzione della caldaia con una moderna a condensazione.

Infissi e serramenti
La sostituzione dei vecchi infissi è il primo degli interventi di riqualificazione energetica da considerare
quando si . I serramenti, infatti, hanno una capacità determinante nell’isolare ed evitare la dispersione
termica che è causa principale dell’inefficienza energetica della casa, e la sostituzione o la manutenzione
dei serramenti sono interventi indispensabili se si vuole garantire quel miglioramento termico
dell’abitazione che si traduce ogni anno in un notevole risparmio per le nostre tasche.

Pavimenti e superfici
Con la giusta pavimentazione, la casa cambia look radicalmente: uno spazio buio può diventare luminoso,
una camera senza stile, elegante, ed un bagno antiquato, più moderno. Se il costo ed il tempo
necessari per la ristrutturazione spaventano è possibile puntare su materiali innovativi, economici e
facili da posare. Grazie a PVC, laminato, linoleum, microcemento e resina tempi e costi diminuiscono
radicalmente.

Ridefinizione degli spazi
Spesso, soprattutto se l’immobile è stato edificato tra gli anni ’60 e ’70, la casa ha una distribuzione
obsoleta, fatta di corridoi lunghi, tante porte, camere piccolissime ed angoli bui.
La demolizione e rimozione di pareti incide intorno al 10% sul budget totale della ristrutturazione in
quanto, nella cifra, sono compresi gli oneri di discarica mentre i costi dovuti all’edificazione di nuove
opere murarie come pareti di separazione tra un ambiente e l’altro dipendono fortemente dai materiali
impiegati: il cartongesso, in genere, costa di più del mattone forato o del gasbeton.

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