MEDIOBANCA, GALATERI SCENDE

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Tarak Ben Ammar lo aveva anticipato: “Gabriele Galateri di Genola è stato bravo. E’ arrivato in Mediobanca quando il titolo quotava 7 euro, oggi ne vale 17. Col sistema duale, però, separiamo chi lavora da chi fa l’azionista. Arrivando Geronzi, non c’è posto per due presidenti”. Non c’è che dire, per quanto scontato, un “benservito” inatteso dal fronte “amico” francese.
 
\"\"Si profilava, pertanto, che tra gli interstizi regolamentari dello statuto di Mediobanca ci fossero le premesse per l’avvio di una dittatura, seppure dolce, del neo-presidente del Consiglio di sorveglianza Cesare Geronzi. Il quale, oltre ad avere voce in capitolo nella questione nomine, avrebbe potuto partecipare a tutte le riunioni del Consiglio di gestione.
 
Con la discrezione che contraddistingue le eminenze cardinalizie del sistema bancario nazionale, timori e perplessità erano emerse già nelle scorse settimane. Ci ha pensato, comunque, una nota della Banca d’Italia a chiedere con toni molto perentori: “la separazione netta tra i due organismi” e a raccomandare la ripresa, nelle modifiche statutarie, della precisa disposizione che il presidente del supervisory board “non potrà partecipare” alle adunanze del comitato dei manager.
 
Cesare Geronzi è uomo d’onore e, nel far presente che il sistema duale è per tutti una novità in pieno work in progress nella sua applicazione, ha fatto già rilevare che lo statuto di Mediobanca usava la formula “di norma”, “normalmente” a proposito della partecipazione in questione. Il che non vuol dire “obbligatoria” o “di legge”.
 
Sarà il milanese Renato Pagliaro a presiedere il consiglio di gestione. Cinquantenne con più della metà della vita trascorsa a piazzetta Cuccia e un ruolo determinante nell’istituto, sempre più significativo. Un manager perfetto e funzionale al gioco del sistema duale, tanto più che proviene dall’operatività interna. Alberto Nagel sarà, invece, il consigliere delegato. Per Gabriele Galateri di Genola il dilemma di un destino segnato. Rimanere o passare, ad ogni modo, alla corte di un Cesare.
 
Console o ambasciatore del romano Geronzi, sotto le insegne ancora di Mediobanca. O l’inizio di una moderna diarchia con lo spagnolo Alierta, ai vertici di Telecom/Telefonica. Lungo l’intreccio di strade delle telecomunicazioni e attraverso la rete di fibre ottiche, che proietta nel futuro un rapporto nato sui banchi del Master of Business Administration, alla Business School della Columbia University.
di Antonio V. Gelormini

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