LA POESIA E\’ NEI PANZEROTTI

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\"\""Basta chiacchiere, sgagliozze e popizze. E\’ Panzerotto", "Giù le mani adesso scotta, il panzerotto è nostro, non si tocca". Se la politica nostrana era alla ricerca di un modo per sdrammatizzare dopo mesi di accesa battaglia elettorale, l\’evento "Panzerotto night che allegria, le elezioni si porta via", organizzato ieri sera da una nota agenzia di relazioni pubbliche, è capitato proprio a fagiolo; anzi, a panzerotto.

 
E\’ stata una vera e propria contesa elettorale durata un mese tra l\’amministratore delegato dell\’agenzia, le persone del suo staff e giornalisti che si sono candidati alla presidenza di \’Panzerotto night\’, l\’evento che dal 2007 è organizzato annualmente per festeggiare il suo compleanno e che ha coinvolto ieri sera oltre 70 giornalisti del territorio che hanno votato il loro candidato preferito.
 
La parodia ha attinto a piene mani dalla creatività "sfornata" durante la campagna elettorale; nella location dell\’evento è stato allestito un vero e proprio seggio elettorale con tanto di urna, cabina e schede debitamente vidimate. Per non parlare dei cinque candidati che hanno creato per le loro campagne spiritosi slogan e santini ispirati ai più rappresentativi e originali manifesti elettorali  (in particolare di Vendola, Palesee, Poli Bortone, Boccardi e D\’Addario). Poi le telefonate agli amici giornalisti a caccia di voti e le immancabili promesse: così Giusy Loglisci, alter ego di Vendola e candidata più suffragata con il 41% delle preferenze, ha promesso di scongiurare la privatizzazione del panzerotto, un bene che deve restare pubblico, mentre quello di Palese ha criticato i disastri della sanità e della salute causati da chiacchiere, popizze e sgagliozze promuovendo una dieta a base di panzerotti…Anche la candidata in salsa centrista si è detta \’Orgogliosamente panzerottaia\’ invitando le giornaliste a votarla per preservare la cultura del panzerotto.
 
Alla presidenza di Panzerotto night ambiva anche la candidata che giura di non essere una escort ma che il panzerotto se lo \’sarebbe fatto\’ lo stesso (allusione neanche troppo velata alla campagna che così tanto ha fatto parlare in città) e chi, prendendo spunto dai manifesti del candidato in giacca e maglietta,  ha promesso di metterci "la carne e la ricotta squan" ...ovviamente nei panzerotti.
 
«L\’evento di quest\’anno – racconta Gianluigi Conese, a.d. dell\’agenzia –  ha rappresentato un modo simpatico per sdrammatizzare sui risultati del voto e per congedarci da questo periodo in cui tutto è sembrato fermarsi e ogni cosa essere in funzione delle elezioni».
Insomma… un modo per non prendersi molto sul serio

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