IL 75% DELLA POPOLAZIONE EUROPEA DIPENDE DALLE ACQUE SOTTERRANEE

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Un nuovo studio afferma che la crescita urbana tende a ridurre la disponibilità di acque sotterranee. Il documento sottolinea il fatto che l’urbanizzazione, in qualunque forma, non è sempre sostenibile e per questo si chiede ai progettisti di considerare i possibili scenari in funzione di una sostenibilità ambientale e non, come oggi avviene, in cui si considerano esclusivamente gli scenari di crescita per lo sviluppo economico.

Le acque sotterranee derivano da acqua immagazzinata nel sottosuolo fra rocce e suolo, che  costituisce oltre il 97% della disponibilità di acqua dolce del mondo. Un totale del 75% della popolazione europea dipende dalle acque sotterranee per il loro approvvigionamento idrico. E ‘anche una risorsa importante per l’industria e l’agricoltura, quindi a maggior ragione dovrebbe essere salvaguardata e tutelata da tutti i cittadini.

Lo studio ha esaminato gli effetti dovuti alla crescita residenziale e alla disponibilità di acque sotterranee in Monroe Country, Michigan, USA. Tramite un modello dell’uso del suolo sviluppato in un sistema integrato, sono stati simulati diversi modelli di crescita urbana. Il paesaggio utilizzato nel modello era composto da 33.200 cellule, ciascuno corrispondevano a circa sedici ettari di terreno agricolo che potrebbero essere convertite in aree urbanizzate destinate alle residenza. Si evidenzia come nel modello utilizzato non era prevista l’irrigazione agricola, in quanto i ricercatori volevano stabilire l’impatto di una possibile crescita urbana riscontrata nella disponibilità delle acque sotterranee.

Lo studio ha visto la simulazione di tre diversi modelli di crescita urbana in cui lo sviluppo residenziale è stato concentrato in grandi gruppi, in gruppi di medie dimensioni ed infine dispersi in tanti piccoli gruppi. Nello sviluppo dei tre scenari la superficie riconvertita da suolo agricolo ad area residenziale è stata la stessa, inoltre nella simulazione si è tenuto conto di una  durata temporale di 100  e 200 anni. Il tasso di sviluppo urbano ed il tasso di consumo d’acqua residenziale si sono basati su stime reali per il territorio di Monroe Country.

In tutti gli scenari, l’aumento della popolazione era parallelo ad una maggiore carenza d’acqua, si può osservare che nel lungo periodo non vi erano differenze significative nella disponibilità di acqua per famiglia tra le diverse forme di urbane.

In generale tutte le simulazioni indicano che oltre un certo punto, la crescita urbana che dipende dall’offerta delle acque sotterranee non è più sostenibile, non importa quale forma di crescita urbana si richieda.

I ricercatori suggeriscono che, nell’ipotesi di una crescita, gli urbanisti dovrebbero prendere in considerazione le ipotesi di scenari di crescita ridotti per lo sviluppo economico nelle zone dipendenti dalle acque sotterranee. Essi raccomandano l’uso di un approccio di modellazione simile per valutare l’impatto dell’urbanizzazione sulla disponibilità delle acque sotterranee in località specifiche. I principi di modellazione stessi possono essere applicati e adattati sulla base di dati locali e di ipotesi. Ciò consentirà alle parti interessate di analizzare il rapporto tra le politiche e le decisioni di pianificazione locale, l’idrologia e le risorse sotterranee regionali.

A questo punto dovremo iniziare a modellare il nostro sviluppo urbano su una programmazione mirata che possa sviluppare il nostro settore residenziale senza ledere le risorse idriche locali, in quanto rappresentano una risorsa fondamentale da preservare e da tutelare.

 

Orazio Buonamico

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