L’oliva “Peranzana”: eccellenza internazionale tra “alimentazione e salute”

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oliveSi è tenuta a Torremaggiore il 04 febbraio scorso, presso la sala convegni del CONSIAT,  la conferenza stampa dal tema “la Peranzana: eccellenza internazionale tra alimentazione e salute”. promossa dal Consorzio Peranzana Alta Daunia, da anni impegnato nella valorizzazione, promozione e tutela della qualità delle olive e dell’ olio extra vergine dell’Alta Daunia.

Il Presidente – Ing. Giuseppe Lipartiti – ha illustrato le finalità della conferenza, soffermandosi sulle ultime vicende che hanno riguardato il rapporto tra olio ev d’oliva e contaminanti derivati dall’uso, spesso indiscriminato, dei presidi fitosanitari in agricoltura.

A tal riguardo ha ricordato che la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dell’agroambiente e della salute pubblica, obiettivi raggiungibili anche attraverso un’efficace attività formativa e divulgativa in grado di coinvolgere tutti gli operatori del settore che dovranno operare nel pieno rispetto delle norme di legge. Di contro ha auspicato che le procedure di controllo possano essere applicate con maggiore efficacia a tutti i livelli al fine di scoraggiare gli operatori irresponsabili, anche se oggi queste non sono chiare e, anzi, denotano un certo stato di  confusione tra gli enti preposti.

Il Direttore del Consorzio, dr Nazzario D’Errico, ha ribadito la necessità di una maggiore collaborazione e responsabilità tra gli operatori del settore, incluso le farmacie agricole, che rivestono un ruolo fondamentale nella gestione e distribuzione dei presidi fitosanitari.

I comportamenti virtuosi d’ora in avanti dovranno essere d’esempio anche a fronte dell’obbligatorietà della difesa integrata (normativa in vigore dal 2014), che disciplina l’utilizzo dei presidi fitosanitari in coerenza alle disposizione dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, Istituto che opera attraverso le direttive del Ministero della Sanità.
In tal senso, diventa vincolante l’applicazione dei disciplinari di produzione integrata quale strumento efficace per il controllo degli interventi fitosanitari in agricoltura come prescritto dal Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile degli agrofarmaci (norma valida sino al 2019) e che introduce una serie di obblighi più restrittivi agli agricoltori. Ha concluso invitando tutti a concentrarsi sui prossimi obiettivi, primi fra tutti la richiesta di riconoscimento a DOP da inoltrare al MIPAF e l’organizzazione delle imprese per l’imminente EXPO MILANO 2015 dove il Consorzio spera di essere presente con numerose aziende.

Il dr. Scapicchio, Direttore del Laboratorio LACHIMER – CCIAA Foggia,  ha illustrato i dati delle analisi svolte su campioni di olio, vino, frutta e verdura dal 2005 ad oggi,  evidenziando un leggero incremento dei residui del Clorpirifos, anche se molto trascurabile nell’olio e, comunque, sempre entro i limiti legali consentiti. La presenza del fitofarmaco desta, invece, più preoccupazione in alimenti come “frutta e verdura” dove le analisi hanno dimostrato valori fuori norma in molti casi e comunque con un tendenziale aumento nel corso degli ultimi anni. In relazione alle analisi eseguite sui campioni di oli di Peranzana dal Lachimer i risultati sono assolutamente tranquilli con valori dei residui entro i limiti di legge. Dati che rappresentano, tuttavia, una percentuale trascurabile rispetto all’universo rilevato.

Il Prof. Pisante (Università di Teramo) ha esordito nel suo intervento affermando che “ il vostro olio non ha bisogno di essere difeso è stato già dimostrato che è un prodotto eccellente.”
Tuttavia, ha evidenziato alcune carenze strutturali che i centri agricoli del territorio denotano per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari, in particolare per l’assistenza tecnica e la divulgazione delle innovazioni agli addetti del settore. Oggi le problematiche agroambientali sono strettamente interconnesse con la “salute pubblica”, in quanto solo un ambiente integro può assicurare tutela e salvaguardia dell’insostituibile ruolo della prevenzione. Pertanto, si rende necessario istituire un osservatorio di competenza interdisciplinare (agronomi, biologi, geologi, medici, ecc.) per il monitoraggio e la gestione delle criticità agroambientali (fonti di inquinamento, contaminazioni, impiego di agrofarmaci, ecc.), che possa costituire un riferimento per l’intero territorio con l’obiettivo di prevenire azioni illecite e favorire la prevenzione a tutela della salute del cittadino.

Il dr Salvatore Leccisotti (cardiologia) ha incentrato la sua relazione sugli effetti negativi che il Clorpirifos può causare sulle funzioni nervose e respiratorie e su alcuni processi del metabolismo umano. In tal senso ha descritto i maggiori rischi a cui gli operatori agricoli possono andare incontro durante errati interventi fitosanitari con l’illustrazione delle precauzioni e degli interventi di pronto soccorso. In tal senso ha ribadito che al momento si conosce solo una relazione tra patologie del sistema nervoso e dell’apparato respiratorio e assunzione del Clorpirifos a causa dell’esposizione e il contatto prolungato. In effetti forme di tossicità cronica dei residui del fitofarmaco non comporterebbero patologie ascrivibili al tratto gastro-intestinale ma ad altri organi vitali dell’uomo.

Il dr Domenico Facciorusso (gastroenterologia) ha ribadito che nella letteratura scientifica è scarsa l’evidenza dell’associazione tra Clorpirifos e tumori, con studi riguardanti soprattutto i soggetti esposti professionalmente e spesso senza adeguati sistemi di protezione previsti per legge.

Ancor meno evidente è la correlazione tra clorpirifos e cancro del colon-retto, i cui dati sono stati definiti da vari autori scientifici limitati, non conclusivi e meritevoli di ulteriori studi clinici ed epidemiologici. Il messaggio che ne deriva è il seguente: limitare l’uso dei pesticidi, quindi, del Clorpirifos rispettando le norme vigenti per quanto riguarda le dosi, le modalità d’uso e i periodi stabiliti in base al tipo di coltura; monitorare i residui nell’ambiente e sulla matrice alimentare; attuare una rete integrata tra ASL, ARPA, Comuni e associazioni di categoria con l’obiettivo di dare sicurezza ai consumatori evitando falsi allarmismi e preservare l’eccellenza dei prodotti della “nostra terra”.

Il dr Matteo Marolla (dietologia) ha tenuto a ricordare che la IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Onu ha diffuso dati allarmanti. Dal World Cancer Report del 2014 emerge che il cancro, come singolo fattore, rappresenta la principale causa di mortalità nel mondo, con 8,2 milioni di morti nel 2012; a livello globale l’incidenza del cancro negli ultimi 4 anni è cresciuta dell’11%, con oltre 14 milioni di nuovi casi nel 2012. L’aumento di questa malattia si accompagna alle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale alla correzione degli stili alimentari,   privilegiando alimenti di origine vegetale, rispetto a quelli di origine animale.  “Una buona dieta è l’arma più potente che abbiamo contro la malattia”, sostiene il prof. Colin Campbel, il guru dell’alimentazione, (Cornell University di New York), nel libro ormai cult  “The China Study” – 27 anni di ricerca e studio sulla relazione tra alimentazione e malattia. In particolare medici, biochimici, chef-scienziati, come il nostro Marco Bianchi che nel suo libro “I Magnifici 20”, cita i buoni alimenti che si prendono cura di noi, ritenendo che non si possa assolutamente fare a meno dell’olio di oliva che, per il suo alto contenuto in polifenoli, esercita una vera e propria attività “nutraceutica” grazie alle ben note proprietà terapeutiche. L’olio ev Peranzana è fra quelli che ha la quantità di polifenoli più elevata, quindi, era e rimane il condimento principe nella prevenzione dei tumori soprattutto del colon-retto, della prostata e della mammella. Gli studi a nostra disposizione non evidenziano nessuna relazione tra clorpirifos e tumori dell’apparato gastro-intestinale.

 

Il dr Attilio Marchegiani (endoscopia digestiva), durante il suo intervento ha tenuto a precisare che ad oggi la correlazione tra Clorpirifos – tumori gastrointestinali non è supportata da studi attendibili in quanto solo alcuni ricercatori americani hanno affrontato il problema da cui, tuttavia, non sono scaturiti dati significativi in merito. In relazione alle informazioni fornite dall’Ospedale Riuniti di Foggia, inerenti l’alta incidenza dei tumori gastrointestinali, benché veritieri per il comune di Torremaggiore, costituiscono dati non rappresentativi in quanto non si tiene conto dell’intero territorio e anche perché il centro statistico ed epidemiologico dell’ASL di San Severo non ha ancora ufficializzato il rapporto completo delle patologie tumorali. In sintesi solo dopo la pubblicazione di questo studio si potrà conoscere l’universo rappresentativo di indagine e valutare con certezza l’incidenza delle patologie per territorio, dato che ci permetterà di eseguire una corretta conclusione in merito.

 

Il dr Massimo Lombardi (oncologia) attraverso la sua relazione ha illustrato il rapporto tra influenza del Clorpirifos e incidenza dei tumori gastrointestinali. Dalle ultime ricerche scientifiche americane è emerso che le contaminazioni incrociate riguardano in particolar modo i prodotti ortofrutticoli dove, non solo il clorpirifos, ma anche altri residui di pesticidi, destano preoccupazione per gli elevati valori residuali “fuori norma”. Infatti la correlazione tra residui di Clorpirifos e insorgenza dei tumori gastrointestinali, per gli operatori esposti al contatto con l’insetticida, è alquanto trascurabile mentre è più evidente l’insorgenza di patologie diverse che interessano altri organi.

 

In conclusione il presidente Lipartiti, dopo aver ringraziato i ricercatori e i medici intervenuti alla conferenza per il loro fondamentale contributo in termini di corretta informazione, raccogliendo in pieno la proposta del Prof. Pisante, ha annunciato che il Consorzio diventerà promotore per la costituzione di una “Commissione Interdisciplinare” a tutela della salute pubblica e la salvaguardia dell’agroambiente.

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