Leadership femminile: i numeri crescono, la cultura manageriale resta indietro

Editoriali

La leadership femminile avanza nelle aziende italiane, ma il cambiamento culturale procede più lentamente, tanto che i pregiudizi di genere non arrivano solo dagli uomini. Emblematico, in questo senso, il dato secondo cui il 40% dei manager considera il dibattito sulla leadership femminile più una moda legata al politicamente corretto che un reale tema di equità organizzativa, una percentuale che rimane invariata anche se si guarda esclusivamente alle risposte delle donne manager.

 

È questo uno degli aspetti che emerge dal report “Leadership in trasformazione: tra visione strategica e governo del cambiamento”* di Wyser, il brand globale di Gi Group Holding che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali ed executive.

 

Secondo l’indagine, quando ai manager viene chiesto di immaginare la composizione ideale della leadership di un’azienda, il 55% indica un equilibrio tra uomini e donne. Tuttavia, ben il 34% prefigura un team di leadership a prevalenza maschile. Il dato diventa ancora più significativo se si guarda al punto di vista delle sole donne, tra le quali il 30% immagina una leadership con una maggiore presenza maschile.

 

Una rappresentazione che entra in evidente contrasto con il giudizio espresso sul valore della leadership femminile. L’86% di tutti i manager intervistati afferma infatti che la presenza di donne nei ruoli di leadership porta un valore aggiunto all’azienda, il 67% ritiene inoltre che lo stile di leadership femminile sia più inclusivo e attento rispetto a quello maschile.

 

A confermare la persistenza di resistenze culturali è anche la convinzione, condivisa dal 27% dei manager, che una donna leader debba adottare comportamenti tipicamente maschili per risultare efficace, percentuale che sale al 30% tra le stesse manager donne.

 

La nostra indagine fotografa una fase di transizione” – dichiara Marinella Sartori, Amministratrice Delegata di Wyser – “da un lato, la presenza femminile nei ruoli dirigenziali è in crescita e apprezzata; dall’altro, la leadership continua a essere valutata attraverso schemi tradizionali, che rendono il cambiamento più lento e complesso. Per le organizzazioni, la sfida oggi non è soltanto aumentare il numero delle donne in posizioni apicali, ma aprirsi a nuovi modelli di leadership, capaci di valorizzare stili, competenze e approcci diversi e che non costringano chi è donna ad adattarsi. Questo richiede un lavoro profondo sulla cultura manageriale, che metta in discussione criteri di valutazione e bias che ancora influenzano la percezione della credibilità e dell’efficacia della leadership. È su questo terreno culturale, più che su quello puramente quantitativo, che si gioca la possibilità di una trasformazione reale”.

 

*L’indagine svolta da Excellera Intelligence per Wyser ha coinvolto il target dei decision maker italiani. Sono state realizzate con metodologia CAWI 352 interviste complete a decision maker – manager definiti come quadri, dirigenti, C-Level, con almeno un riporto diretto – integrate da 35 interviste ad un campione ristretto di riporti diretti.

- Advertising -spot_img

Altri articoli

- Advertising -spot_img

Ultimi articoli