Il termine “sostenibilità”, all’interno del panorama industriale contemporaneo è spesso male utilizzato, interpretato quasi come un requisito necessario per una buona pratica di marketing. Per fortuna esiste però un ecosistema di realtà che hanno trovato naturale, in base ai propri valori, trasformare questo concetto in un pilastro identitario, spingendosi al di fuori dei confini della fabbrica. Ciò viene fatto per abbracciare in modo differente il mondo consumer, formato da un tessuto sociale che, come priorità, richiede una continua campagna di sensibilizzazione collettiva su ambiente, sprechi e riutilizzo. Proprio come Antoine Lavoisier affermava “nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma”, anche l’industria attuale è soggetta a questa conclusione. È il caso del gruppo Cebon, proprietario dei marchi GP Batteries e GPBM – Distributore GP Batteries in Italia. In particolare GP Batteries, colosso con oltre 60 anni di esperienza nella produzione di batterie e soluzioni per l’alimentazione, non si limita soltanto a ricerca, innovazione e produzione (con il più basso impatto ambientale possibile) poiché prosegue un forte impegno verso una missione più complessa: educare al consumo consapevole e proteggere l’ambiente attraverso il sostegno a chi, ogni giorno, opera sul campo.
L’incontro di valori: Cebon Industrial e Zero Sprechi
Al centro di questa visione troviamo il sodalizio, ormai consolidato da anni, con l’associazione 5R Zero Sprechi. Non si tratta di una semplice sponsorizzazione commerciale, ma di una vera e propria comunione d’intenti. Zero Sprechi nasce con un obiettivo chiaro: promuovere uno stile di vita basato sulle “5 R” (Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta e Recupero), principi che si specchiano perfettamente nella strategia di lungo termine del gruppo Cebon.
Questa collaborazione si traduce in azioni concrete, come ad esempio nel recente sostegno all’iniziativa “Occhio alla Cicca”, un progetto che colpisce per la sua duplice valenza: ambientale e sociale. L’evento il cui obiettivo è quello di contrastare l’abbandono dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più inquinanti e sottovalutati al mondo. L’occasione ha consentito inoltre di mettere in pratica la filosofia “zero spreco” trasformando vecchie custodie per occhiali in posacenere tascabili da spiaggia. “Non è solo una questione puramente ambientale” afferma Luca Negri – Sales Manager di Cebon Industrial: “poiché oltre all’impatto di rifiuti e recupero è fondamentale anche l’intervento e la presenza di tutti”. Il progetto “Occhio alla cicca” evento a cui ha collaborato anche La Nuova Cordata – cooperativa il cui obiettivo è assicurare autonomia agli adulti con disabilità – ha coinvolto attivamente molte persone, fra cui soggetti fragili, ragazzi con sindrome di Down o disturbi dello spettro autistico: “in questo modo è stato possibile integrare la cura e il rispetto per l’ambiente con un’autentica inclusione sociale” seguita Negri. Per Cebon, sostenere iniziative come questa significa riconoscere che un mondo più pulito non può prescindere da una società più coesa e umana.
Produzione significa anche responsabilità: l’innovazione leggera
Per Cebon Industrial, l’impegno sociale è il naturale proseguimento di un’etica produttiva rigorosa. L’azienda sostiene da sempre la produzione innovativa, importante tanto quanto cercare di pesare sull’ambiente il meno possibile. Questa filosofia si manifesta nella costante ricerca di soluzioni che riducano l’impronta ecologica lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Mentre il mercato, per svariate motivazioni, è ancora molto legato all’usa e getta, Cebon Industrial, attraverso GP Batteries, punta su durabilità e ricarica. Ogni batteria ricaricabile prodotta con tecnologie innovative rappresenta non solo un traguardo, ma un atto di responsabilità: se una singola unità può sostituire centinaia di pile alcaline, è possibile ridurre drasticamente il volume di rifiuti destinati allo smaltimento. Non solo il prodotto ma anche la confezione: il packaging ha subito una rivoluzione silenziosa con la graduale sostituzione della plastica a favore di carta certificata FSC e l’uso di inchiostri a base di soia. Per GP Batteries ogni dettaglio è pensato per evitare di lasciare tracce superflue sul pianeta.
Non a caso GP Batteries è stata tra le prime aziende del settore a ottenere certificazioni come la “Zero Waste to Landfill”, a testimonianza del fatto che la riduzione degli sprechi non è soltanto un obiettivo ma una pratica quotidiana interna agli stabilimenti. L’innovazione, dunque, non è fine a sé stessa o un qualcosa per mostrare il progresso più spinto, ma uno strumento che consente di abilitare un cambiamento culturale nel consumatore, che può essere guidato verso scelte meno impattanti.
Il legame con l’associazione 5R Zero Sprechi prosegue e si rafforza anche per i progetti futuri che l’associazione metterà in campo. Marco Migliorati di 5R Zero Sprechi seguita: “È la dimostrazione questa che l’impegno non conosce intermittenze se nasce e si basa sulla consapevolezza che la sfida climatica richiede costanza.” la tecnologia può avere molte sfaccettature e diventare anche un plus al servizio della natura. In questo contesto, la sensibilizzazione del consumatore è l’ultimo, decisivo anello della catena. “Insegnare che una batteria esausta non è un rifiuto indifferenziato, ma una risorsa che deve essere riciclata, o allo stesso modo raccogliere un mozzicone, fa la differenza.” prosegue Migliorati. Ed è per questo che promuovere un consumo consapevole e l’attenzione per l’ambiente sono parte integrante della missione aziendale del Gruppo Cebon.
La responsabilità di una grande azienda
In un’epoca in cui il consumatore auspica che le imprese prendano una posizione riguardo a tematiche sociali e ambientali Negri risponde: ”Oltre a fornire energia ai dispositivi di uso quotidiano, l’impegno è quello di generare un’energia differente, per la comunità. Sostenere Zero Sprechi significa credere in un futuro dove l’economia circolare non è un’utopia, ma una realtà condivisa.” Conclude Negri: “Oggi non parliamo di fatturati o di quote di mercato, ma di una scelta di campo ricordandoci che essere grandi significa anche avere grandi responsabilità. Verso i lavoratori, i consumatori e, soprattutto, verso quella “casa” comune che chiamiamo Terra.”

