Casa, un traguardo irraggiungibile: secondo l’approfondimento alla ricerca “I giovani e la casa 2025” di Ener2Crowd, il 64% dei giovani under 40 resta fuori dal mercato immobiliare.
Comprare casa, per i giovani italiani, non è più un passo naturale verso l’indipendenza, ma un traguardo che si allontana sempre di più. Secondo l’approfondimento alla ricerca “I giovani e la casa 2025” condotta nel mese di agosto 2025 da Ener2Crowd, la piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG, il 64% degli under 40 non è ancora riuscito a diventare proprietario e circa un milione di giovani non può permetterselo. Tra chi ce l’ha fatta, quasi un terzo (32%) ha potuto farlo solo grazie all’aiuto economico dei genitori.
Prezzi elevati e redditi insufficienti. «Il contesto è profondamente mutato rispetto a vent’anni fa: i redditi stagnanti, la diffusione dei contratti a termine e un mercato immobiliare in tensione rendono l’acquisto della casa un’impresa sempre più complessa» spiegano gli analisti di Ener2Crowd.
Il mutuo rimane la via quasi obbligata: il 70% dei millennial proprietari ha fatto ricorso a un finanziamento bancario, quota che sale al 75% nel Nord Italia, dove i valori al metro quadro sono più alti.
Il ruolo delle famiglie e del Fondo di Garanzia. Le difficoltà di accesso al credito restano significative a causa dei salari bassi, della scarsa liquidità iniziale e della precarietà occupazionale che frenano la capacità di ottenere un mutuo. In questo contesto, il Fondo di Garanzia Prima Casa ha svolto un ruolo decisivo: lo scorso anno circa 80 mila under 36 hanno beneficiato di questo strumento che consente di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile; ma il sostegno più rilevante continua a venire dal nucleo familiare.
Circa 850 mila giovani acquirenti non avrebbero avuto accesso alla proprietà senza l’intervento dei genitori. Nel 70% dei casi, la famiglia ha garantito parte del mutuo, ridotto l’importo richiesto alla banca o coperto le spese accessorie. E per 278 mila giovani l’aiuto dei genitori è stato tale da permettere l’acquisto senza ricorrere ad alcun mutuo.
Mutui più tardi, case più piccole. Secondo i dati raccolti da Ener2Crowd, relativi al primo semestre 2025, i mutui richiesti dagli under 40 hanno riguardato immobili con un prezzo medio di 200 mila euro e un finanziamento medio di 158 mila euro, pari all’79% del valore. La durata media dei piani è stata di 26 anni e l’età media dei richiedenti è salita a 38 anni: segnale che i giovani riescono ad acquistare la prima casa sempre più tardi, dopo aver consolidato carriera e risparmi.
Il quadro che emerge è quello di una crescente dipendenza intergenerazionale. Chi può contare su genitori con patrimonio disponibile riesce a entrare nel mercato immobiliare e chi non ha questa possibilità rischia di restarne escluso.
Senza l’aiuto della famiglia, a livello nazionale, il tempo medio necessario ad accumulare un anticipo adeguato per accedere ad un prestito ipotecario sommato al tempo per estinguere un mutuo trentennale è pari a 57,4 anni. Con tempi molto lunghi anche nelle città dove i prezzi degli immobili sono più accessibili, come ad esempio a Crotone (37,3 anni senza mutuo) oppure ad Agrigento, Enna o Caltanissetta dove il tempo necessario è pari a 38,1 anni.
«La conseguenza è dunque un doppio divario: tra Nord e Sud — dove i redditi più bassi aggravano l’inaccessibilità — e tra chi ha e chi non ha una rete familiare solida» commenta Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.
«Eppure negli Anni Settanta un operaio riusciva a comprare casa in circa 20 anni. Oggi, in molte regioni, anche con un mutuo servono tre vite» sottolinea Paolo Baldinelli, Executive Chairman e co-fondatore di Ener2Crowd.
La via alternativa: investimenti sostenibili. Ener2Crowd sottolinea che un percorso di investimento in finanza ESG, con piani di accumulo e reinvestimento degli utili, può ridurre drasticamente i tempi di accumulo dell’anticipo, restituendo ai giovani margini di accesso oggi negati.
«Iniziando a investire in modo sostenibile già a partire dai primi risparmi, anche dai 18 o 20 anni, i giovani possono costruire quella base di ricchezza indispensabile per accedere al mercato immobiliare, sempre più esclusivo e diseguale» concludono gli analisti di Ener2Crowd.