Il farmaco biotecnologico nel Mezzogiorno

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ASSOBIOTEC – Associazione nazionale per lo sviluppo delle Biotecnologie – in sintonia con la sua missione di sostenere e promuovere lo sviluppo delle biotecnologie in tutte le aree di possibile applicazione –  ha promosso ieri a Bari un incontro sul “farmaco biotecnologico nel Mezzogiorno”. L’iniziativa, promossa con il patrocinio delle Regioni Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia, e di Confindustria Puglia, intende valorizzare il ruolo che i farmaci biotecnologici svolgono, e svolgeranno sempre di più, nel trattamento di numerose patologie anche gravi. I farmaci biotecnologici differiscono dai prodotti farmaceutici tradizionali perché prodotti da cellule viventi modificate geneticamente, sistemi molto più complessi rispetto al tradizionale sistema di molecole che reagiscono chimicamente in condizioni controllate.

Proprio in considerazione di queste peculiarità, l’incontro è stato organizzato a Bari in quanto sede del Distretto di Alta Tecnologia H-BIO Puglia, che ha l’obiettivo di sviluppare la competitività dell’intero Mezzogiorno in ambiti scientifici altamente qualificati come le scienze della vita. In questo caso il riferimento è proprio alla produzione dei farmaci biotecnologici, che rappresentano uno degli ambiti tematici del cosiddetto ‘cluster tecnologico nazionale’ finalizzato alla ricerca e alla competitività.

Presentata dal giornalista Nicola Pepe e dal Presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, la “1° Conferenza del farmaco biotecnologico nel Mezzogiorno” si è posta l’obiettivo di favorire per la prima volta un confronto tra queste regioni sul tema del valore scientifico ed economico delle biotecnologie.

Il Vice Presidente di Assobiotec, Riccardo Palmisano, introducendo i lavori, ha sottolineato come “…il farmaco biotecnologico rappresenti una delle frontiere più alte della ricerca farmaceutica, destinato a mutare profondamente l’approccio alle terapie di patologie gravi, quasi sempre senza una cura efficace, spesso rare. Naturalmente anche i prodotti biotecnologici arrivano alla scadenza del brevetto con possibili conseguenti risparmi per il sistema; ma il settore dei biosimilari, proprio in virtù delle sue peculiarità, necessita di regole diverse rispetto a quello dei farmaci equivalenti o generici”. “L’opportunità di razionalizzare la spesa farmaceutica” – ha sottolineato l’esponente di ASSOBIOTEC –  deve quindi essere colta, ma operando all’interno di un contesto di regole condivise, certe ed omogenee che garantiscano innanzitutto la salute e la sicurezza dei pazienti”.

Nel suo intervento, la Presidente del Distretto Biotecnologico del Mezzogiorno, Maria Svelto, ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa che “…evidenzia come anche nel Mezzogiorno l’innovazione e la ricerca possono trovare spazio e garantire futuro e risultati anche dal punto di vista dell’economia e dell’occupazione”. Tracciando il profilo del Distretto, ha altresì ribadito che “gli ambiti di intervento su cui si può agire sono i prodotti per la diagnostica molecolare avanzata, i prodotti per la cura e la riabilitazione e di bioinformatica per algoritmi di gestione”.

Dal punto di vista del paziente è necessario “mettere in equilibrio risparmio e diritto di accesso alle cure. Oggi in alcune regioni c’è diritto alla continuità terapeutica o all’accesso ai farmaci biosimilari, in altre no. Cittadinanzattiva vuole che sia garantita l’informazione al cittadino proprio sul diritto al farmaco biosimilare. Non è possibile che a un paziente oncologico possa essere somministrato un farmaco biosimilari senza che venga informato su vantaggi e rischi”, ha affermato Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva.

Innovazione e sviluppo è il binomio sul quale si deve concentrare un Mezzogiorno che vuole uscire dalle difficoltà della congiuntura sfavorevole. Ne ha parlato Ernesto Longobardi, Presidente del Parco Scientifico Tecnopolis di Bari, e docente del dipartimento di Scienze Economiche e metodi matematici dell’Università di Bari. Nel suo intervento ha sottolineato come “il sistema per lo sviluppo della ricerca scientifica nel Mezzogiorno c’è. E’ presente ed attiva una struttura radicata, sebbene ancora a macchia di leopardo con fragilità tuttavia recuperabili. Occorre che sia la parte pubblica che privata credano di più nelle potenzialità di questo territorio”.

L’incontro ha dato spazio ad una Tavola Rotonda tra le Regioni sul tema “Il Mezzogiorno e l’innovazione in sanità: garantire salute, contenere la spesa, creare qualità”, dove è intervenuto il Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, membro della Commissione Igiene e Sanità e Presidente dell’Associazione Farmacisti Volontari Puglia. Il Senatore ha espresso netta opposizione all’attuale sistema sanitario regionale: “Ho ripresentato un disegno di legge per restituire al Governo il governo della sanità nazionale. So che è una provocazione, ma garantire la salute e contenere la spesa non è il solo tema: la questione è che non siamo più in grado di garantire il modello universale della salute. Gli italiani pagano 2 miliardi di ticket e ciò vuol dire che ci sono settori sociali che rischiano di non potersi curare più. Ha inoltre aggiunto: “Vi sono le premesse affinché le farmaceutiche che hanno investito nel Mezzogiorno, come Merck o Sanofi, se ne vadano, perché il sistema Italia non è in grado di dare garanzie all’accesso di nuovi farmaci”.

Hanno partecipato al dibattito il Vice Presidente Commissione Sanità, Attività sociali, culturali e formative, Consiglio Regionale Calabria, Antonio Scalzo e la Vice Presidente Commissione Sanità e Sicurezza Sociale, Consiglio Regionale Campania, Anna Petrone, che ha così commentato: “è urgente che il sistema sanitario recuperi la centralità del paziente e i livelli minimi assistenziali. La farmaceutica è nel bersaglio ma non si capisce che è proprio sull’appropriatezza e l’innovazione che si può ottenere il risparmio, senza danneggiare i pazienti”.

Il convegno di Bari – che ha favorito un confronto costruttivo e prospettico sia sul ruolo della ricerca scientifica che sull’accesso all’innovazione terapeutica nel Mezzogiorno tra Istituzioni Locali, Università, Centri di Ricerca e Aziende Biotecnologiche – si è concluso con un messaggio del Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa pugliese volta a creare sinergie tra istituzioni, enti di ricerca e aziende al fine di generare innovazione nel sistema produttivo del Mezzogiorno, senza trascurare il potenziale contenuto nella ricerca e nell’impiego dei farmaci biotecnologici.

Sergio Fontana – membro del direttivo di Confindustria Regione Puglia e delegato al settore delle biotecnologie – concludendo i lavori del convegno barese sui farmaci biotecnologici ha affermato: “il farmaco in Italia si scontra con la burocrazia e abbiamo in primis l’esigenza di avere regole comuni per l’accesso ai farmaci. Il Mezzogiorno, con le sue università, con le aziende farmaceutiche che hanno investito, con altre che possiamo ospitare, può dare un grande contributo all’innovazione e alla ripresa economica più generale”.

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