Un’analisi su 100 top brand italiani mostra come nessun sito sia realmente comprensibile agli algoritmi. I migliori Enel, Italpreziosi ed E-distribuzione secondo lo studio dell’Osservatorio sulla metrica di visibilità all’AI che potrebbe diventare un nuovo standard di indicizzazione.
Milano, 2 marzo 2026 — Nel 2026 l’accesso alle informazioni online sta cambiando rapidamente. In Italia, 13 milioni di persone — pari al 28% degli utenti Internet — hanno già utilizzato applicazioni di intelligenza artificiale generativa (fonte: ANSA). Tutto questo in un contesto globale in rapido sviluppo, che sta modificando profondamente il modello di fruizione del web: negli Stati Uniti, infatti i chatbot impiegati come strumenti di ricerca rappresentano già il 5,6% delle query desktop (fonte: Tom’s Hardware).
Anche se i motori di ricerca tradizionali rimangono predominanti, l’adozione crescente dell’AI apre una nuova leva di visibilità digitale: in prospettiva i contenuti online non dovranno più essere soltanto leggibili dall’uomo, ma anche interpretabili dagli algoritmi che filtrano, riorganizzano e restituiscono l’informazione agli utenti. Il rischio è quello di rimanere chiusi fuori dal marketplace globale.
È in questo contesto che nasce l’osservatorio AEO, implementato da Niuexa grazie alla piattaforma proprietaria AEO Analyzer, dedicata all’Algorithmic Experience Optimization, ossia la metrica che analizza la visibilità di un sito all’intelligenza artificale. La startup ha analizzato i siti delle 100 principali aziende italiane, rivelando un dato netto e sorprendente: nessuno risulta realmente comprensibile ai modelli di AI.
Secondo le metriche di AEO Analyzer, infatti:
- il 96% delle homepage presenta criticità semantiche;
- oltre il 55% utilizza un linguaggio ambiguo o poco contestualizzato;
- l’80% dei siti mancano di segnali strutturali (metadatazione, gerarchie semantiche) utili all’interpretazione algoritmica;
“Nessun sito tra i top 100 supera la sufficienza», afferma Gregor Maric, CEO di Niuexa. “il punteggio più alto è 67 su 100. Non è una critica, è una fotografia del mercato. Oggi i contenuti digitali vengono scritti per le persone, ma letti anche dagli algoritmi. Le aziende italiane che non ripensano la propria presenza digitale in ottica AI-ready rischiano di diventare invisibili proprio nel momento in cui milioni di utenti stanno cambiando il modo in cui cercano informazioni”.
Non si tratta però di una bocciatura omogenea; infatti, i risultati evidenziano diversi gradi di leggibilità. I tre siti migliori in ottica AEO sono quelli di Enel, ITALPREZIOSI ed E-Distribuzione che, seppur non raggiungendo la sufficienza, vi si avvicinano grazie a una struttura che ben amalgama aspetti tecnici e contenutistici.
Come dev’essere fatto un sito AI-READY?
“La vera nuova frontiera del digital marketing è riuscire a comprendere come gli LLM interpretano un sito riorganizzandone le informazioni e i contenuti. Questo è l’obiettivo di AEO Analyzer: guidare le aziende verso un futuro AI-ready, fornendo loro tutti gli strumenti per realizzare un sito a prova di AI”. Afferma Roberto Botto, CEO di Libera Brand Building a capo del gruppo di cui fa parte NIUEXA.

