NO ALLA FISCALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI INPS IN AGRICOLTURA

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Cia, Confagricoltura e a Copagri dichiarano lo stato di mobilitazione degli agricoltori pugliesi. In Puglia, dunque, continuano a permanere molte criticità che limitano il futuro dell’agricoltura e riducono i redditi degli agricoltori.

“Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza perché vengano mantenute le promesse del governo sulla proroga della fiscalizzazione dei contributi Inps scaduta il 31 luglio scorso – dichiara il presidente della Cia Puglia Antonio Barile -. Riprendiamo la mobilitazione degli agricoltori in tutta la Puglia anche perché è ora di rendere definitiva e stabile la fiscalizzazione, in quanto consideriamo questa misura indispensabile per la competitività della nostra agricoltura e per l’occupazione. Negli ultimi tre mesi c’è stato il calo di circa il 50% delle giornate di manodopera agricola impiegate. Torniamo a mobilitarci in maniera unitaria per sostenere con più forza le richieste l’agricoltura del Mezzogiorno. Chiediamo al governo la stessa attenzione mostrata per il nord che ha trovato i soldi  per premiare gli “splafonatori” del latte. L’eliminazione dell’accise e dell’iva sul gasolio agricolo per tutte le colture è necessaria per dare una boccata d’ossigeno alle aziende agricole. La situazione è drammatica – prosegue il presidente regionale della Cia -. Per questo motivo la nostra mobilitazione sarà forte e decisa.

Il comparto agricolo, è sottoposto a costi contributiva ben più alti della media europea e nettamente superiore a quelli degli altri paesi primi competitori del settore agricolo Italia 43% – Grecia 10,00% – Gran Bretagna 12,80% – Spagna 15,50% – Germania 17,70% – Polonia 19,89%. Con la mancata proroga della fiscalizzazione i contributi agricoli siamo quasi al raddoppio  per gli agricoltori italiani.”

“La mancata approvazione della proroga della fiscalizzazione al 31 dicembre 2010 mortifica ancor più l’agricoltura pugliese, alle prese con una crisi senza precedenti – evidenzia il presidente di Confagricoltura Puglia Paolo Leccisi –.  Una crisi che sta determinando quotidianamente la chiusura di numerose aziende agricole e che dal 1° agosto sta determinando il licenziamento di migliaia di braccianti agricoli. Proprio a causa della mancata proroga della fiscalizzazione tantissime aziende agricole pugliesi non potendo sostenere i costi contributivi si vedono costrette a licenziare il personale e a lasciare sul campo i prodotti coltivati in questi mesi. Mai come ora il mondo agricolo ha bisogno di far sentire la propria voce in maniera unitaria, così come stiamo facendo insieme agli amici della Cia e del Copagri. È incomprensibile la mancata copertura in finanziaria del pacchetto delle richieste agricole, rimaste totalmente a secco. La voce del mondo agricolo deve sentirsi forte in tutta la Regione, dove i parlamentari, gli euro-parlamentari, i consiglieri regionali e i rappresentanti istituzionali ad ogni livello devono prendere coscienza sia di cosa rappresenta l’agricoltura per la nostra regione in termini occupazionali (15milioni di giornate lavorative l’anno in media) e di PLV, ma anche della vera emergenza che sta interessando il comparto agricolo, portando sul lastrico migliaia di agricoltori: basti pensare che il reddito agricolo nazionale è calato del 36% nel 2009 rispetto al 2000 (del 21% tra il 2008 e il 2009 a conferma che la crisi mondiale ha colpito anche il settore)  e i costi di produzione sono aumentati del 26,6%.”

“La risposta negativa da parte del Governo di concedere la proroga alla fiscalizzazione è discriminante nei confronti dell’agricoltura – dichiara Tommaso Battista, presidente Copagri Puglia -.  Negli ultimi cinque anni i redditi degli agricoltori hanno subito  un vero e proprio  colpo  di scure: meno 35 per cento. Nello stesso periodo i costi per i mezzi di produzione, dei contributi e quelli burocratici si sono triplicati, mentre i prezzi sui campi sono crollati di circa il 20 per cento. Un quadro allarmante che ha costretto lo scorso anno migliaia di imprese agricole a chiudere i battenti.  I costi dei fattori produttivi alle stelle – che incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l’85% – e i prezzi sui campi in caduta libera hanno generato una  situazione esplosiva che rischia di trascinare nel baratro molti imprenditori che non riescono più a stare sul mercato,e di conseguenza mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro. Ci ritroviamo a distanza di mesi a scendere in piazza, a manifestare e a gridare la nostra rabbia verso un governo nazionale noncurante della grave crisi che ha ormai messo in ginocchio l’intera agricoltura pugliese. Con la mobilitazione che parte oggi insieme a Cia e Confagricoltura – conclude Battista – chiediamo risposte certe, concrete e imminenti, proponendo l’immediata individuazione ed applicazione di un pacchetto di misure nazionali e regionali in grado di sostenere le imprese in questo particolare momento”.

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