In un mercato globale che la vede come il principale driver di scelta, la sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione d’intenti ma deve diventare un dato di fatto tangibile e dimostrabile, soprattutto per non incorrere nel rischio di superare la soglia, sempre più labile, tra reale impegno ecologico e rischio di greenwashing. Che questo tema sia oggi al centro dell’evoluzione normativa europea lo dimostra la Direttiva 2024/825, applicabile dal 27 settembre 2026, con cui l’UE rafforza le regole contro le dichiarazioni ambientali generiche, non verificabili o potenzialmente ingannevoli. Le imprese saranno perciò chiamate a comunicare le proprie performance ambientali in modo più chiaro e documentato.
Secondo i dati della Commissione europea, oltre la metà delle dichiarazioni ambientali analizzate risultava vaga, fuorviante o infondata, mentre una parte significativa non era supportata da evidenze adeguate. È per questo che, per superare la logica della semplice autodichiarazione ambientale, Relicyc – azienda con 45 anni di esperienza nella gestione del pallet a fine utilizzo – ha palesato il suo ruolo pioniera nell’innovazione digitale applicata all’ambiente, anche attraverso l’implementazione machine-to-machine della soluzione legal-tech Certified Recycled Plastic®, ovvero il Passaporto Digitale, uno strumento strategico che trasforma il pallet riciclato in un prodotto con una storia verificabile. Ogni fase, dal rifiuto industriale al nuovo manufatto, diventa tracciabile, documentata e comunicabile in modo trasparente, offrendo una garanzia definitiva a fornitori, clienti e consumatori; a questo si aggiungono la raccolta automatica dei dati tramite integrazione con i sistemi gestionali aziendali, la trascrizione digitale su registro blockchain, la conservazione sicura delle informazioni e la condivisione con terze parti tramite QR code.
Quando si parla di greenwashing, l’attenzione si concentra infatti fin troppo spesso sul consumatore finale, sull’etichetta o sulla comunicazione commerciale B2C, ma il mondo B2B è un altro grande protagonista di questo scenario, dal momento che le filiere industriali sono alla base delle dichiarazioni ambientali che arrivano sul mercato: un brand, un retailer o un produttore finale può comunicare correttamente la sostenibilità di un prodotto soltanto se le informazioni ricevute lungo la catena di fornitura sono affidabili, verificabili e coerenti. Ecco perchè la trasparenza nel B2B ha un impatto diretto anche sul consumatore; se un’informazione ambientale nasce in modo non documentato nella filiera, il rischio è che l’intera comunicazione verso il mercato diventi fragile, contestabile o non conforme.
Dal conferimento del rifiuto industriale da parte dei clienti alla produzione della plastica riciclata, passando per la realizzazione del nuovo pallet, le informazioni sono gestite tramite tecnologia blockchain su The Nest Chain, con l’obiettivo di rendere verificabile la conformità dei materiali, la provenienza delle risorse utilizzate e l’impatto ambientale associato ai pallet riciclati.
Relicyc ha deciso di lavorare di portare avanti questo progetto al fianco di The Nest Company, società specializzata nello sviluppo di Passaporti Digitali e soluzioni software per l’economia circolare: attraverso Certified Recycled Plastic®, The Nest Company abilita una catena di custodia digitale conforme ai principi della ISO 22095, norma che definisce un quadro generale per progettare, attuare e gestire catene di custodia, con terminologia armonizzata, modelli e requisiti generali applicabili a materiali e prodotti. La tracciabilità dei materiali, la catena di custodia digitale e il Passaporto Digitale diventano quindi strumenti fondamentali non solo per chi vende al consumatore finale, ma anche per le imprese industriali che forniscono materiali, componenti, semilavorati o prodotti riciclati ad altre aziende.
Un progetto, questo, che consente a Relicyc di offrire ai propri clienti industriali un modello concreto di economia circolare a ciclo chiuso, dal momento che il rifiuto non viene soltanto recuperato, ma trasformato in un nuovo prodotto industriale, con una storia digitale tracciata e verificabile. Il closed-loop consente inoltre di estendere la vita utile della plastica, ridurre la dispersione nell’ambiente, ottimizzare la gestione dei rifiuti e creare un flusso continuo di materia prima seconda. La documentazione CRP evidenzia inoltre che i modelli a ciclo chiuso generano benefici ambientali, economici, qualitativi e reputazionali.
“Con il Passaporto Digitale del pallet in plastica riciclata vogliamo offrire ai nostri clienti non solo un prodotto circolare, ma anche la possibilità di documentare e verificare il percorso del materiale,” spiega Alessandro Minuzzo, CEO di Relicyc. “Il ciclo chiuso diventa così misurabile, tracciabile e comunicabile in modo trasparente. Siamo fieri di aver già reso attivo uno strumento che le recenti normative europee indicano come il futuro standard di mercato.”
“Il progetto Relicyc dimostra che il Passaporto Digitale non è solo uno strumento per il consumatore finale, ma una vera infrastruttura B2B per la fiducia nelle filiere” aggiunge il Founder e CEO di The Nest Company, Riccardo Parrini. “Collegare rifiuto, materia prima seconda e prodotto finito significa rendere verificabili le informazioni ambientali e ridurre il rischio di dichiarazioni non dimostrabili.”



