Incontriamo oggi Alessio Annolfi di Inversa, ingegnere, per parlare di una figura che sempre più sarà rilevante nella filiera che si occupa della gestione dei rifiuti.

In particolare ci riferiamo al responsabile tecnico delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti”.

Chi è e di cosa si occupa ?

E’ la figura professionale che connota in modo decisivo il livello qualitativo delle imprese operanti nel settore dei rifiuti, in termini di conoscenze tecniche e normative di settore. E’ responsabile delle scelte di natura tecnica, progettuale e gestionale finalizzate a garantire il rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e sanitarie, con particolare riferimento alla qualità del prodotto e della prestazione realizzata e del mantenimento dell’idoneità dei beni strumentali utilizzati.

Il responsabile tecnico ha competenze diversificate. Queste dipendono sostanzialmente dal contesto lavorativo in cui opera e quindi dalla relativa specializzazione acquisita. Ad esempio il responsabile tecnico di un’azienda di trasporto rifiuti dovrà essere in grado di selezionare la tipologia di imballaggi da utilizzare di volta in volta in relazione allo specifico trasporto di rifiuti da effettuare, risolvere problematiche relative alla definizione ed effettuazione delle diverse fasi di trasporto, alla tipologia di rifiuti da trasportare, risolvere problematiche inerenti la raccolta di rifiuti presso i diversi produttori/detentori in ordine alla natura del carico. Chi, invece, lavora nelle bonifiche ambientali dovrà, ad esempio, essere in grado di progettare interventi di bonifica ed avere adeguate competenze di monitoraggio e controllo ambientale.

E’ una  figura alla quale le aziende possono rinunciare ?

Il responsabile tecnico costituisce uno dei requisiti di idoneità tecnica richiesti alle imprese che devono iscriversi all’Albo dei Gestori Ambientali o che devono “lavorare con i rifiuti”: trasporto, recupero, smaltimento, bonifica ed intermediazione (con o senza detenzione).

E’ una figura strategica nel settore ambientale ?

Sicuramente.  Studi europei, nazionali e locali mostrano come specialisti del settore ambientale riescono a collocarsi sul mercato del lavoro in tempi rapidi. Si parla di massimo sei mesi (relazione del Cedefop, Isfol, università di Foggia)

Qual è la formazione di base che bisogna avere per intraprendere una simile specializzazione ?

La normativa offre diverse strade per ottenere la specializzazione di responsabile tecnico. Queste dipendono molto dal tipo di formazione che si possiede e dalla dimensione dell’azienda nella quale si andrà a lavorare. Più grande è l’azienda maggiore deve essere la formazione di base: in alcuni casi sarà possibile utilizzare un diploma di laurea .  In molti casi è necessario avere almeno il diploma di scuola media e aver seguito con successo corsi da responsabile tecnico riconosciuti dalla regione o provincia

In provincia di foggia è in preparazione un corso per questa tipologia di figura a chi ci si può rivolgere per iscriversi ?

Stiamo puntando molto nel cercare di formare personale competente in gestione rifiuti, sia come normale attitudine della nostra attività di consulenza, sia cercando di stimolare la società locale. Crediamo molto nella prospettiva occupazionale di figure che “gestiscono l’ambiente”. Abbiamo trovato riscontro in un’ ente di formazione riconosciuto dalla Regione Puglia, l’Associazione Unitecnica Onlus di Foggia, con la quale abbiamo iniziato un percorso di proposta di formazione iniziando proprio dalla figura di Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti. I corsi sono stati riconosciuti dalla Provincia di Foggia il 18 Gennaio. Verranno erogati in modalità autofinanziata.

In particolare voglio segnalare che questo corso è particolarmente conveniente anche dal punto di vista delle spese da sostenere perché, ad esempio, prevede una quota di iscrizione, per il modulo base,  di 590 euro a fronte di un costo di mercato per questa tipologia di corsi che di solito si aggira intorno ai 1800  euro.

Quanto dura questo corso?

I corsi si articolano in un modulo base di 40 ore e 6 moduli di specializzazione (trasporto,  gestione impianti, intermediazione, bonifica,) con una durata che va dalle 16 alle 44 ore.

Adesso una domanda che esula solo in parte da questo tema relativo alla formazione. Pensi che figure specializzate avrebbero potuto dare un contributo nella situazione della Campania ?

Come si dice la gestione dei rifiuti: e’ business

Precisiamo innanzitutto, però, che non è l’intera Campania oggetto della situazione di disagio inerente la gestione rifiuti. Esistono realtà virtuose: ad oggi come rilevato dal “Club dei Comuni Virtuosi della Campania” ne sono 58 per circa 850.000 abitanti. Detto questo, figure specializzate sicuramente possono contribuire a gestire e monitorare l’intera filiera di raccolta, stoccaggio e smaltimento di rifiuti al fine di promuovere la riqualificazione del territorio. Ed è per questo che la necessità di ricorrere a tali specialisti è sempre piu’ forte e determinerà nei prossimi mesi un forte aumento della domanda di tali figure professionali nel mercato del lavoro.

In Provincia di Foggia corriamo rischi del genere o siamo tranquilli ?

In Provincia di foggia la raccolta differenziata stenta a decollare. Il 2010 ha segnato una media di raccolta differenziata della zona ATO FG3 del 15%, quindi questo significa sostanzialmente che circa l’85% deli rifiuti prodotti nel 2010 è finita in discarica. E le discariche hanno un limite di conferimento ….  Il problema va aggredito letteralmente da diversi punti: sensibilizzazione sociale e culturale,  attività formative (gli studi che dimostrano i fabbisogni formativi ci sono; sinceramente è difficile capire il motivo per il quale gli organismi preposti  alla formazione professionale anche quest’anno, di fatto, hanno dedicato in minima parte la dovuta attenzione a questo settore) ed efficienza amministrativa.
Se analizziamo quanto sta accadendo di recente nella gestione dei rifiuti agricoli nella provincia di Foggia,  dove sebbene è da elogiare la sinergia tra provincia ed associazioni di categoria che ha portato alla costituzione del Consorzio di Gestione dei Rifiuti Agricoli Daunia (COGERA), è pur vero che  finora le modalità di esecuzione proposte sono alquanto discutibili e molto confusionarie: non vengono, ad oggi, realizzate effettivamente le soluzioni proposte  per la gestione dell’intera filiera dei rifiuti agricoli. Il tutto risulta essere ancora più indicifrabile se consideriamo che in base a quanto stabilito dal d.lgs 205/2010, solo fino al 31 dicembre 2011 gli imprenditori agricoli, che producono e conferiscono ad un circuito organizzato di raccolta, possono essere esclusi  dall’obbligo di iscrizione al siistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI).
E la definizione di “circuito organizzato di raccolta” è (dlgs del 9 luglio 2010):
“sistema  di  raccolta  di  specifiche tipologie di rifiuti,  organizzato,  secondo  le  esigenze territoriali e  comunque  nel  rispetto  dei  principi  della  libera concorrenza e della prossimita’, dai Consorzi …..”. Sostanzialmente gli agricoltori che oggi si iscrivono al Consorzio pensando di non iscriversi al Sistri (fermo restando la necessita’ di iscrivere nuove unità locali da parte del consorzio stesso), dal 1 Gennaio 2012 dovranno comunque adempiere a quanto previsto dalla normativa Sistri di riferimento

Grazie.

Di admin